Le pubblicazioni recenti (2023) in tutta Europa sono davvero promettenti.
Per vele rinforzate con fibra di carbonio
L’Università di Bristol (Bristol Composites Institute) ha definito un percorso di riciclaggio per il recupero delle vele 3Di a fine vita (EOL). La fibra di carbonio viene recuperata tramite un processo a pressione con vapore surriscaldato e oscillazione. Trovi tutti i dettagli su:
Per vele rivestite (poliestere)
Il progetto REACT (REcycling of waste ACrylic Textiles), finanziato dall’UE (Cordis/Horizon 2020), ha dimostrato con successo che è possibile rimuovere le sostanze chimiche e di finitura dalle fibre acriliche (post-industriali e post-consumo). Questo risultato può essere applicato anche ad altri filati e tessuti, come il poliestere. Trovi tutti i dettagli su:
Per il nylon (spinnaker/gennaker)
Sembra esserci una soluzione a portata di mano, ma non è stata ancora messa in pratica. Aquafil offre nylon vergine e riciclato dai propri stabilimenti e sta collaborando con successo con aziende come Napapijri e Tarket. C’è un’opportunità da esplorare in questo ambito.
Per vele in poliestere (tessute e non tessute)
Prodotte fin dagli anni ’50, le vele sono rivestite e trattate (termicamente) per proteggerle dai raggi UV e per resistere alle pressioni a cui sono sottoposte. La maggior parte delle vele in poliestere è rivestita con melamina e talvolta colorata. Il rivestimento rappresenta un ostacolo per il riciclaggio semplice (meccanico).
In passato sono state condotte ricerche sul riciclaggio, ma con scarso successo. Il prodotto residuo aveva un valore limitato e non era certo adatto alla produzione di filati che potessero essere (ri)utilizzati per la fabbricazione di vele. Un prodotto circolare è ancora ben lontano dall’essere realizzato.
Dopo aver ricevuto il sostegno di vari soggetti che hanno condotto ricerche in passato, Resail ha chiesto alla scuola superiore NHL Stenden (in collaborazione con l’Università di Groninga) di effettuare dei test sul riciclaggio chimico delle vele in poliestere.
I risultati sono davvero incoraggianti: fino all’85% del materiale residuo può essere trasformato in PET. Prevediamo di effettuare ulteriori test nell’autunno del 2023, con l’obiettivo di avviare la produzione su larga scala nel 2024. Continua a seguirci sul nostro blog o su LinkedIn per rimanere aggiornato sugli sviluppi futuri.
Resail: le vele hanno sempre una seconda vita!